“Il vecchio e il mare”, un libro da regalare ai ragazzi adolescenti, che insegna a non perdersi, mai.

Se c’è un romanzo che mi è rimasto nel cuore è “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway.

Ho ripreso a leggerlo dopo circa vent’anni. Ed è stato come ritrovare un vecchio amico, un persona cara.

Perché quel libro mi ha insegnato tante cose, prendendomi per mano. Senza sermoni. Come un bravo genitore che dà l’esempio.

Santiago, il vecchio pescatore protagonista della storia, è stato un po’ il mio maestro, mi ha portato sulla sua barca ad affrontare il mare e i pescecani. In un periodo in cui navigavo nell’incertezza, mi ha insegnato a non perdere l’orizzonte.

Perché Santiago è  un vecchio che si fa amare, con i suoi occhi azzurri e le rughe  solcate dalla fatica. Dignitoso e ironico, umile e forte. E come la maggior parte dei vecchi, lui è paziente, sa aspettare.

Quanta umanità nel gesto delle sue mani o nelle parole urlate al mare. Ci si confronta col disagio e la fatica, la solitudine e la speranza. Con lo sfondo del mare e di un sentimento altrettanto immenso, l’amicizia.

Ecco perché ne consiglierei la lettura ai ragazzi, soprattutto adolescenti. Perché li, in quelle righe si impara il coraggio di affrontare le situazioni complicate, la dignità di attraversare periodi difficili, l’umiltà ed il rispetto per la vita.

E soprattutto si impara a gestire la sconfitta.

Perché  non si perde mai, quando si è lottato con onestà e credendoci davvero.

Perché si può sempre tornare a “sognare i leoni”.

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Architetto, mamma di due bambine, con una grande passione per i libri.

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