Ogni tanto fa bene. Dirsi, che in fondo, va bene così.

Io non mi perdono mai.

Da quando ero piccola.

Analizzo mille volte tutto ciò che faccio e mi giudico, di continuo.

Ed è estenuante. Forse, non solo per me.

Perché ora, a volte, rivedo tutto questo anche in mia figlia, la più grande.

Insegniamo ciò che siamo.

È stato questo che mi ha fatto fermare. È stato come prendere una scossa.

Guardarmi dal di fuori.

Ho preso la mia mano. La mano di quella bambina severa che mi precede.

E mi sono detta che in fondo, va bene così.

Voglio accettare tutte le sconfitte. E tenermele addosso.

Come un albero spoglio.

Voglio tenermi gli errori e le strade abbandonate.

Questo intreccio di fili che mi riporta indietro.

Voglio rimanere così, senza tempo, ad aspettare che la luce si faccia strada.

Qui, nei miei pensieri complicati.

Perché, forse, in questo vortice che mi rappresenta, c’è un senso.

Che va oltre ogni cosa, oltre me.

E sono gli occhi dei miei figli.

Che sapranno che accettarsi è la strategia migliore.

Per ingannare quella parte di noi che ci vorrebbe deboli e persi.

Che avrei potuto farmi male, in mezzo ai disastri familiari in cui sono cresciuta.

E invece la mia distrazione, la confusione,

il mio essere così come sono, mi hanno salvata.

 


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