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Il senso che cercavo

Stamattina ho trovato il suo taccuino. Quello in cui lei scrive le sue storie, disegna, scrive di noi. Parlava di me, della sua mamma. Una “persona dolce e gentile”, così mi ha definita.

Incontro tra cuccioli

Quando ancora non avevo figli, avevo l’abitudine di fare una passeggiata ogni giorno,

dopo pranzo, insieme a mio marito.

E ogni giorno, alla stessa ora, davanti al portone, ci aspettava Raggio,

un cagnolino simpatico e girovago, sempre a spasso per il paese.

Piccolo e bellissimo, con il pelo corto bianco.

Aveva preso l’abitudine di accompagnarci e noi quella di vederlo scodinzolare davanti a noi,

fare strada, tenere il passo, correre lontano e venirci di nuovo incontro.

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Le bambine e i saggi di ballo. Che emozionano noi mamme, più di loro.

Ed eccole a ballare. Al loro primo saggio di ballo, che emoziona noi mamme più di loro. Che siamo tutte tese, attente alla scaletta, all’ordine di ingresso, al cambio d’abito e di accessori.

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Il fiume Bussento, che incanta i bambini e diventa maestro di vita

È il fiume dei bambini, il Bussento. Li guida in un territorio che vedono per la prima volta, li incanta con la sua forza, Gli mostra la bellezza ed il pericolo, la potenza e la fragilità.

AL PAPA’ DELLE MIE FIGLIE

Oggi voglio darti un abbraccio di parole,

di quelle che non ti senti dire mai,

perché non c’è abbastanza tempo

o energia,

perché ogni attenzione adesso è catturata dalle nostre figlie,

che gridano più forte di noi.

 

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Essere una Tata

 

È difficile essere una TATA…

 

…la tata è quella persona con la quale i bimbi passano del tempo quando i genitori sono a lavoro;
La tata è una compagna di giochi;

 

È quell’amica alla quale confidare di aver combinato un guaio, sentirsi dire “ti prego non dirlo a papà” e vedere la sua espressione grata quando accetti;

 

Far la tata significa dir di no alle troppe richieste di cioccolata ma raggiungere un compromesso per una caramella;

 

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Uppitella!

 

<Uppitella!>

Lo dico ogni volta che prendo in braccio una delle mie figlie.

Quando le faccio saltare, le metto a sedere, o quando le sdraio sul lettino.

E’ una parola mia e loro.

Con un significato tutto nostro.

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