Quella normalità preziosa

E poi incontri quelle persone.

Quelle mamme come te, ma che si sono fermate.

Che di fronte alla malattia del proprio figlio,

hanno visto cambiare, all’improvviso, tutta la vita.

 

Mamme che girano in tondo, sempre sulla stesso percorso,

fatto di corridoi e stanze di ospedale,

di medicazioni, analisi, di medicine.

 

Di pianto che non trova sollievo.

 

E la tua normalità ti sembra ancora più sacra, preziosa,

di fronte a chi non può più tornare a casa, se non per poco,

non può godersi i figli, insieme.

Ha una famiglia spezzata dalla malattia,

che detta legge, stabilisce il piano delle giornate.

 

Non c’è più la routine della scuola, dei giochi,

dei pranzi della domenica, della noia di certe giornate.

 

Di fronte a chi ha visto trasferirsi tutto su un percorso circolare,

che si allarga a poche cose nuove.

 

Le incontri sul web, tra una ricetta di dolci e il post sugli stivali all’ultima moda.

E ti fermi un attimo, agganciata da quella foto che inquadra solo una manina,

ma che fa arrivare tutta la sofferenza,

quello stare immobili ad aspettare.

Che il destino cambi, smetta di prendere a cazzotti la vita,

di chi è così piccolo

e non merita dolore.

 

E non puoi non pensare al sorriso delle tue figlie,

ai capricci, ai progressi,

alla consuetudine di ciò che appare scontato.

 

E leggi quello sfogo, che è una ricerca di aiuto, di condivisione.

O quelle parole, di chi vuole farsi forza e si fa guerriera.

E ti tornano nella mente, ogni tanto, nella routine delle tue giornate,

quei pensieri, quelle immagini tagliate.

Che spaccano le barriere, quelle che innalza il dolore,

creano vicinanza, anche da lontano.

 

E allora scrivi a questa mamma, a una di loro, un messaggio breve, o un piccolo cuore, che la faccia sentire meno sola.

In quello spazio bianco

Dell’attesa.

Di un ritorno a una vita normale.

 

 


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Architetto, mamma di due bambine, con una grande passione per i libri.
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