Quel sottofondo di violenza

C’è un momento al mattino –
quando i bimbi ancora dormono
e gli adulti sono già affaccendati -,
in cui nella casa si coglie una musica
che è il sottofondo della nostra vita.

È un brusio di voci –
attente a concedere ai più piccoli qualche altro minuto di sonno -,
l’acciottolìo delle stoviglie infilate di fretta nella lavastoviglie,
le ante cigolanti che si aprono su una nuova giornata,
il gorgoglio del caffè che trabocca dalla moka.

Per quanto sembri insignificante,
questo insieme di suoni abituali,
di profumi che giungono dalla cucina, rappresenta
lo sfondo rasserenante sui cui dipingere le giornate,
soprattutto per i più piccoli.

Saranno loro, al risveglio, a spezzare la quiete, con urla chiassose,
braccia stiracchiate, sbadigli, residui di sogni che diventano
confuse melodie canticchiate.

Non è così per tutti.
Nelle famiglie violente il sottofondo è cupo.
Provate a immaginare il silenzio spezzato da un gesto violento,
il sonno interrotto dal tono alto e aggressivo delle voci.

Credo che più di ogni altra cosa, quello che rimane a distanza di anni,
nella mente di un bambino che vive in un contesto familiare difficile,
è proprio questo.

I suoni e rumori che generano l’angoscia prepotente
contro la quale combatteranno per tutta la vita.

Oggi, nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne,
uomini e donne dovrebbero riflettere su questo.

Rendere quel sottofondo degno del risveglio, della luce e della vita.

Felicia Lione

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Ci sono due modi per abbracciare l'impossibile: scrivere e disegnare. Io ci provo, ogni giorno.
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