pronti per la scuola. e che non sia solo l’inizio di una serie di doveri.

 

 

Manca meno di un mese all’inizio della scuola.

Quanta emozione.

La mia piccolina andrà per la prima volta all’asilo, la più grande inizierà le elementari.

È proprio un incrocio.

L’inizio, tangibile, della loro strada.

Che parte da qui.

Scorrerà parallela per qualche anno.

E poi, piano piano, quel percorso si allontana,

diventarà sempre più indipendente ed autonomo.

 

Siamo già impegnati a procurare gli zainetti, i grembiuli, gli album, i colori, i porta merenda…

Preoccupati di comprare tutto l’occorrente, del colore giusto,

con un porta fortuna da regalargli all’ultimo minuto.

Per farli sentire importanti.

Perché abbiano tutto quel giorno.

 

E ci auguriamo che ci si tuffino dentro.

Con la stessa allegria e spensieratezza di quando si lanciano in mare.

Con la stessa voglia di nuotare lontano,

di immergersi a scoprire la bellezza che c’è sul fondo.

 

Ci auguriamo che non sia solo l’inizio di una serie di doveri.

Certo, anche quelli.

Ma che prevalga la loro voglia di imparare,

si facciano strada le loro passioni.

 

E che trovino maestri amorevoli.

Appassionati del loro lavoro.

Che gli insegnino soprattutto questo, ad amare ciò che fanno.

 

Non ricordo il mio ingresso all’asilo, ero troppo piccola.

Ma ricordo perfettamente il mio primo giorno alle elementari.

Quella sensazione di felicità quieta dentro alla pancia.

La timidezza.

I capelli a caschetto, neri, della mia maestra.

Il mio zainetto verde militare,

di quelli comprati al mercato, anonimo e bellissimo.

I quadernoni a righi e a quadretti.

Quei fogli bianchi che non vedevo l’ora di riempire. Che erano una promessa di cose nuove.

Il primo appello.

Noi tutti in fila nell’atrio della scuola ad ascoltare.

E poi l’ingresso in aula.

La lavagna nera appesa al muro.

La prima lezione.

Le lettere dell’alfabeto da ripetere insieme e da osservare,

in quei disegni allegri che le rappresentavano,

ognuna con la sua immagine, con la scritta in stampatello ed in corsivo.

 

Ero emozionata perché sentivo che mi si apriva un mondo nuovo.

Quello dei grandi.

Che oltre quell’alfabeto c’era un’infinità di cose da scoprire.

Che attraverso la scuola, la lettura, avevo una nuova finestra da cui guardare,

per affacciarmi oltre.

Oltre la mia famiglia, i miei amici, il mio piccolo paese.

 

E ancora adesso, ogni tanto, ho nostalgia di quei momenti.

Bisognerebbe sempre avere nuovi inizi.

Nuovi percorsi per rinnovarci e sentire che abbiamo ancora tanto da scoprire e da imparare.

 

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Architetto, mamma di due bambine, con una grande passione per i libri.
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