possiamo ancora scegliere dove andare

Foto di Giuseppe Lione

Avete presente quando all’improvviso si prende coscienza di qualcosa?

Bene, quel qualcosa per me, adesso, è la vita stessa.

La velocità con cui tutto può cambiare, gli attimi preziosi che sfuggono,

il nostro tempo frenetico che ci impedisce di guardare negli occhi chi ci è davanti,

di fermarci ad ascoltare, di assaporare certi momenti,

perderci nell’abbraccio di qualcuno.

 

Vengo da un periodo faticoso, da tutti i punti di vista.

Ma i brutti momenti portano sempre a una maggiore lucidità.

Ti scuotono. Pongono domande, fanno sfumare alcune certezze.

E allora si diventa più reattivi, si rivaluta un po’ tutto.

 

Ecco perché, da un po’, mi sono fermata.

A raccogliere tutto quelle che posso. A respirare.

E anche se a fatica, piano, sto capendo che non ho più nulla da dimostrare, a nessuno.

Non ho progetti da rincorrere se non uno:

prendere a cuore l’unica persona a cui non avevo mai pensato: me stessa.

Che ho trascurato, messo da parte, azzittito.

 

E allora voglio prendermi tutte le cose belle. Tutte quelle che posso.

Me le voglio godere. Senza fretta.

Per la prima volta voglio fare quello che mi piace.

Ogni giorno dedicarmi qualcosa.

Dire qualche no.

Non cercare di accontentare necessariamente tutti.

Che non ce la si può fare.

 

Che a mettere da parte le proprie emozioni si finisce per scoppiare.

Deteriorarsi nel fisico e nella mente.

E trascurarsi non è una soluzione.

O meglio, è una soluzione apparente, momentanea.

Per frenare certi sensi di colpa.

Nei confronti di chi ci sta accanto, dei figli.

 

Ma la serenità viene da ciò che ci rende felici, noi e loro.

Significa coltivarci, crescere insieme, scambiare energie.

Mostrare passione.

 

Quindi datevi da fare, camminate, correte, assaporate.

Non lasciatevi più portare dalla corrente.

Nuotate.

Che la vita è questa. E possiamo ancora scegliere dove andare.

 


 

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