Parola dell’anno: CURA

È grande il potere delle parole.

Parole dette, manipolate.

Fatte venire fuori senza filtri o ponderate.

La nostra vita ne è piena.

Abbiamo imparato a non dare importanza a qualcuna. A far finta di non sentire.

A tacere quelle che potrebbero far male, a tenerle per noi.

A cancellarne qualche altra, per sempre.

A pronunciarla appena.

 

Sono il legame tra noi e le persone, le cose, tra noi e tutto il resto.

Traducono il mondo o lo trasfigurano.

Lo restringono o lo ampliano all’infinito con la fantasia.

Capaci di annientarci o di risollevare,

di dare speranza o di farci perdere per sempre la fiducia.

 

Aprono mondi, quelle raccontate o ascoltate,

evocando storie, immagini e passioni.

Rompono gli argini prima dei gesti,

si fanno leva per passare oltre,

per varcare barriere fisiche e mentali.

Cristallizzano emozioni.

Si fanno guscio dei ricordi,

riportandoli nella mente e nell’aria come vibrazioni lontane.

Li sussurrano all’orecchio, come suoni di conchiglie,

che ricordano le onde e d il mare.

 

Parole.

 

E nel vortice di tutte quelle che entrano nella nostra vita, sceglierne una.

Quella da portarsi dietro, in cui riporre i desideri,

come un ticchettio nella testa.

Un sussurro.

O un piccolo soffio di vento.

Un vento buono che ogni tanto ti fa girare dalla parte giusta.

Dirige le vele.

 

Stamattina leggevo il post di @silviaglimmer_scintilledigioia,

a proposito dell’importanza di scegliere “la parola dell’anno”.

Ne girano molti in questi giorni.

Non la solita lista di buoni propositi, che poi, dopo qualche mese, si dimentica,

ma una parola.

Silvia ha scelto “CURA” e devo dire che condivido pienamente.

Anzi, mi ha proprio conquistata.

 

Avere cura di sé, degli altri, dell’ambiente e dei luoghi.

Della mente e del corpo.

Racchiude un po’ tutto ciò che vorrei.

Prendermi cura di ciò che amo, significa tanto.

Significa dare valore al tempo, che passa veloce ed è prezioso.

Dare valore agli affetti, a chi merita gesti e parole.

Significa amarsi un po’ di più, concedersi tempo.

 

E vedere tutto questo rilevarsi in una piccola parola è un aiuto immenso.

La senti che ritorna nella mente ad ogni azione, motiva, spinge, solleva.

Ti ricorda che è la direzione giusta.

Placa l’ansia.

Fa ritrovare il ritmo buono.

Un ticchettio. Vitale e silenzioso

Come quello del cuore.

 

Parole.

 


 

The following two tabs change content below.
Architetto, mamma di due bambine, con una grande passione per i libri.
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *