Non ostiniamoci a chiedere la riapertura delle scuole

Durante la prima ondata della pandemia, in molti facevano presente la necessità di avviare al più presto la didattica a distanza, data l’impossibilità di riaprire le scuole in sicurezza.

In quel periodo scrissi un articolo in cui esprimevo dei sentimenti di preoccupazione rivolti esclusivamente a salvaguardare la salute e la vita dei miei figli. Di fronte al numero straziante di morti, poco mi interessava che perdessero delle lezioni o che non venissero rispettati i programmi scolastici.

Ora, grazie agli sforzi immani da parte di tutti, quella didattica a distanza ce l’abbiamo.

I presidi hanno dovuto coordinare le attività tra mille difficoltà;
gli insegnanti si sono sforzati di trovare metodologie didattiche più adatte ad essere svolte davanti a un video;
i genitori si sono divisi tra lavoro e necessità di seguire i loro figli, procurandosi gli strumenti più adatti;
e infine i bambini e i ragazzi ci hanno sorpreso, dimostrando come sempre una capacità di adattamento sbalorditiva.

Eppure, in questi giorni in cui la pandemia sembra di nuovo iniziare a correre, a molti, neanche questo basta.

Si chiede il ritorno a una normalità che di fatto non esiste: si chiede la riapertura delle scuole.

Basterebbe soffermarci a guardare loro, i nostri figli, per capire che non sarà questa pandemia a far dilagare l’ignoranza, non sarà la DAD a privarli della libertà.

Loro, i ragazzi, dai più piccoli ai più grandi, hanno imparato ad accettare i cambiamenti, a trasformarsi attorno ad essi. A fare di uno scompenso l’occasione per acquisire nuove competenze.

E noi dobbiamo imparare da loro a non pretendere una normalità che non c’è e che nessuno può inventare per noi. Mettendo da parte la malinconia per affrontare al meglio la realtà.

Non domandiamo con insistenza sconsiderata di riaprire le scuole, ma chiediamo uguali opportunità per tutti: che vengano aiutati i genitori di disabili, sostenute le famiglie in difficoltà.

Non ostiniamoci a volere le scuole aperte.

Apriamoci alla possibilità di superare questo brutto periodo, salvaguardando nel modo migliore la salute di tutti.

E attualmente l’unica possibilità, fino a quando le condizioni di emergenza non cambieranno, è proprio nella didattica a distanza.

Felicia Lione

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Ci sono due modi per abbracciare l'impossibile: scrivere e disegnare. Io ci provo, ogni giorno.

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