Il linguaggio vero nei disegni dei bambini.

Trovo disegni ovunque.

Riconosco da lontano la mano.

Quelli di mia figlia, la più piccola, hanno i bordi ritagliati, lei adora ritagliare.

Disegna, colora disordinatamente e poi ritaglia con attenzione e sempre maggiore abilità.

La più grande invece adora disegnare,

passa la maggior parte del tempo a tracciare particolari, dettagli, con risultati sorprendenti.

A fine giornata raccolgo i più belli, li conservo, scrivo dietro la data.

Spesso me li regalano, mi dicono <questo è per te, mamma>.

E non sanno quanto siano preziosi per me quei segni colorati,

quelle forme che parlano del loro mondo di bambine,

che mi portano i loro pensieri, prima delle parole.

Le osservo disegnare e penso che sia quello il loro linguaggio più vero,

fatto di grandi mani e braccia che accolgono,

di occhi spalancati, fiori e arcobaleni.

<Grazie>, gli dico, <li conserverò>.

E loro si perdono in un’espressione sorpresa e grata.

Intuiscono l’amore,

lo catturano con gli occhi e con le mani

lo portano sopra un foglio bianco

in un grande scarabocchio di tanti colori.

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Ci sono due modi per abbracciare l'impossibile: scrivere e disegnare. Io ci provo, ogni giorno.
3 commenti

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  1. […] piace quando litigano perché la più piccola deve disegnare una “cosa importante” (semplici linee su un foglio bianco), mentre la grande vuole […]

  2. […] piace il loro linguaggio che cresce, prende […]

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