Lasciare un’impronta buona

 

 

 

Ieri pomeriggio ho fatto una passeggiata con le mie bimbe,

in una giornata che sembrava primaverile.

Abbiamo camminato, raccolto fiori e sassi

e bastoncini di legno da portare alla nonna per accendere il fuoco.

Stamattina presto, ripercorrendo la stessa strada,

ho trovato sull’asfalto una piccola margherita bianca, sintetica,

un’applicazione del cerchietto di Anna.

L’ho raccolta e l’ho messa in tasca.

 

Ovunque passano lasciano segni di loro, le mie piccole:

fiori, mollettine, elastici, matite spuntate, pezzi di costruzioni.

 

Tracce del loro mondo.

 

Ritrovare quella margherita mi ha fatto pensare a quello che i bambini danno

ai luoghi che attraversano,

rendendoli un posto migliore,

con la loro allegria, l’energia, la tenerezza che è in ognuno di loro.

Anche il terreno più arido, con la presenza di un bambino, diventa un nido di vita.

 

E ciò che lasciano, riporta sempre alla bellezza,

a un modo pulito e semplice di guardare al mondo,

di descrivere le cose senza filtri,

di voler bene, infinitamente e di dirlo senza vergogna o timore.

 

Quello che dovremmo sforzarci di fare anche noi grandi, ogni tanto.

Lasciare segni.

Che siano un’ impronta buona,

qualcosa che a guardarla ti strappa un piccolo sorriso e ti fa fermare.

 

Una parola, un abbraccio, un sorriso.

Che ti viene di raccoglierla, prenderla tra le mani.

Come un fiore.

 

 


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Autrice del libro "Vento fresco" e mamma di due bambine
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