Incontro tra cuccioli

Quando ancora non avevo figli, avevo l’abitudine di fare una passeggiata ogni giorno,

dopo pranzo, insieme a mio marito.

E ogni giorno, alla stessa ora, davanti al portone, ci aspettava Raggio,

un cagnolino simpatico e girovago, sempre a spasso per il paese.

Piccolo e bellissimo, con il pelo corto bianco.

Aveva preso l’abitudine di accompagnarci e noi quella di vederlo scodinzolare davanti a noi,

fare strada, tenere il passo, correre lontano e venirci di nuovo incontro.

Finito il nostro giro, ci accompagnava fino a casa, aspettava la sua dose di carezze e si allontanava.

Ma non di molto.

Attendeva che uscisse una coppia di anziani che abitava di fronte,

che alle quattro faceva la sua passeggiata, per riprendere la camminata con loro.

 

Un giorno i nostri vicino hanno anticipato il loro giro e lui, nel vederli passare,

è rimasto lunghi minuti a guardare alternativamente noi e loro,

perché non sapeva più chi accompagnare.

Allora gli abbiamo detto <Vai, vai pure!>

E dopo varie titubanze si è allontanato con loro.

 

Sono di un’intelligenza sorprendente i cani.

Di un affetto infinito.

 

Credo che l’amore per gli animali sia qualcosa di innato,

che viene fuori sin da piccoli,

al primo incontro o incrocio di sguardi.

 

Io ho sempre amato i cani, ne ho avuti diversi.

Poi, col tempo, ho dovuto rinunciare alla compagnia di un animale.

Perché richiede tanto tempo e cura

e ora sicuramente non riuscirei a stargli dietro.

 

Ma mi sono rivista nelle mie figlie, in particolare nella più piccola,

che appena ne ha visto uno

è diventata una piccola mamma.

Non era più lei il cucciolo,

ma il piccolo cane  che stringeva tra le braccia,

che continuava ad accarezzare e baciare.

 

Ha voluto che le prendessi una ciotolina di latte,

per offrirlo a quel cagnolino, dello zio,

che abbiamo ospitato nel nostro cortile per un giorno.

 

Quanta tenerezza in due cuccioli che si incontrano.

Naturalmente spinti al contatto,

a stare vicini, ad annusarsi.

Billy ha iniziato a seguire Anna dappertutto,

si infilava sotto di lei,

cercando rifugio, prendendo a morsi i suoi pantaloni per gioco.

Lei gli ha costruito una piccola tana con una scatola di cartone,

in cui farlo riposare.

 

Cuccioli.

 

Con la stessa propensione al gioco,

alle carezze, all’amore incondizionato.

E con la stessa voglia di avere un posto, una famiglia,

che dia luogo a quell’amore,

per farli sentire sicuri e amati.

 

Forse è anche per questo, che si sviluppa una grande empatia tra bambini e animali.

Entrambi hanno bisogno di cura e di sapere che c’è qualcuno disposto

ad accoglierli, a farli sentire al sicuro.

E a camminargli accanto, portandoli a scoprire cose e strade nuove.

O a guardarli andare, correre lontano,

sapendo che c’è qualcuno da cui tornare.

 


 

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Autrice del libro "Vento fresco" e mamma di due bambine
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