I figli non ci vogliono fragili

C’è una stanchezza
Che sfianca
E non è quella che nasce da ciò che si fa
Dal ritmo incessante delle cose.

 

È un sottofondo di inquietudine
Che precede i gesti e il pensiero.
Un movimento che affatica l’anima
Come un ronzio incessante
Che non da tregua.

 

A volte lo tengo distante.
Lo spingo fuori.
Altre mi ci perdo, come stasera.

 

Poi sento la voce di mia figlia che si è svegliata.
Un incubo, mi cerca con gli occhi sbarrati.
Ci abbracciamo nel letto. La rassicuro.
Chiudiamo gli occhi insieme.
Sono la sua salvezza stasera, la tiro fuori dai sogni di cui non vuole parlare.
Non insisto. Non voglio che quelle immagini tradotte in parole, si facciano più vere.

 

Lo cancello io, stasera, il suo nero.
E lei lo fa von me. Mi riporta in superficie.
Lontano da quel ronzio.

 

Ognuno si salva a sua modo.
Dalla fragilità, dalle incertezze, dal perdersi e precipitare.
La mia salvezza sono loro.
Lo sono per molti, i figli.

 

Che non ci vogliono fragili.
Perché in qualsiasi momento, aprendo gli occhi, e prendendoci le mani, hanno bisogno di sentirsi sicuri.

 


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Autrice del libro "Vento fresco" e mamma di due bambine
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