Dove va il dolore

 

 

In questi giorni difficili per me,

penso spesso a dove va a finire il dolore.

 

Tutte le parole che ci hanno ferito,

la delusione, gli sguardi che ci hanno escluso.

L’impotenza che abbiamo provato

quando la vita ha svoltato all’improvviso.

Gli errori e le fragilità che non ci hanno fatto tornare indietro.

Dove va il dolore

che ci entra dentro come una furia, a volte.

Altre lentamente, scavando nei giorni, come un flusso latente e silenzioso.

 

Che si fa posto, dentro di noi.

E lì rimane. In angoli che aggiriamo.

Per scordarcene, fare finta che non ci sia più.

 

Perchè è pietra.

Che col tempo si indurisce,

si attacca alle pareti della mente e del cuore.

 

E non c’è un modo per farlo uscire, per scioglierlo e portarlo fuori.

Non può servire il pianto, lo scriverne, il parlare.

Né a scalfirlo sono i sorrisi, i momenti di serenità, di gioia.

 

Lo accantoniamo,

cercando di nuotare a largo, lontano.

 

“Ti regalerò una rosa,

una rosa bianca come fossi la mia sposa,

una rosa bianca per dimenticare

ogni singolo dolore…”

 

Così canta Simone Cristicchi.

 

Ed è tutto ciò che si può fare.

Dimenticarlo il dolore.

Lasciando che qualcuno ci prenda la mano

e ci aiuti a portare il pensiero altrove.

 


 

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Autrice del libro "Vento fresco" e mamma di due bambine
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