A voi donne. Se sono i figli a non potersi salvare.

illustrazione di Felicia Lione

Vorrei dire a voi donne.

A voi che accettate tutto. Che ci passate sopra.

Sopportate le umiliazioni, le grida, gli scatti d’ira.

La violenza fisica e verbale.

A voi che vi siete abituate a certi gesti e a certe parole.

Come a un pane quotidiano.

Vorrei dirvi di non pensare solo a voi,

confidando in un futuro diverso,

credendo che le persone possano cambiare.

Di non cercare di resistere, di tirare avanti, credendo di essere forti.

 

Perché quel pane è offerto non solo a voi.

I figli ascoltano e respirano l’amore malato, spesso senza parlare.

 

Crescono in un clima di inquietudine e di disperazione,

che si porteranno dietro sempre,

chiedendosi quanto gli è cresciuto dentro di quel seme avvelenato.

 

Vorrei dirvi che il pericolo più grande è che siano i figli a non potersi salvare.

Perché non possono scegliere, né giudicare.

Ne andare altrove.

 

E quando saranno abbastanza grandi,

si chiederanno solo, quanto c’è in loro di quel sangue,

della tirannia, della cattiveria gratuita.

 

E si scopriranno a studiare i propri gesti, le parole, le debolezze,

chiedendosi se un poco vengono da lì, da quel pozzo buio.

 

E che più ne vivranno di questi giorni, più se ne sentiranno inquinati.

 

Allora vi dico, chiedete aiuto.

Andatevene via, soprattutto per loro.

 

A dargli aria.

Un risveglio, che non sia di grida.

Portateli a vivere i pranzi della domenica, senza tensioni,

ad aspettare la sera, per addormentarvi abbracciati,

senza la paura che qualcuno vi possa scoprire.

 

Questo è essere forti.

Dire di no.

Alle sopraffazioni, alle offese.

 

Perchè quando sono fatte da chi vi dovrebbe amare,

da chi è padre dei vostri figli,

sono erba malvagia,

che cresce nella mente di chi non può non ascoltare.

 

Sono pensiero che rallenta il battito del cuore.

Respiro che avvelena.

 

Quei figli si chiederanno sempre che cosa davvero gli appartiene.

E che cosa, invece, come un’impronta sulla pelle,

li ha resi diversi e inadeguati.

 

Ditegli voi cos’è sbagliato.

Scegliendo di condannare.

Di lasciare in disparte.

Senza esitazione.

 

Fatelo presto.

Per voi.

E soprattutto per loro.

 


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Architetto, mamma di due bambine, con una grande passione per i libri.
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