E poi ci sei tu. Che sei arrivata dopo.

 

E poi ci sei tu.

Che sei arrivata dopo.

E hai trovato ad accoglierti un’altra voce di bambina.

Che ti ha guardata come a un regalo,

una piccola bambola  a cui tirare le orecchie,

per vedere se eri vera.

 

Ci sei tu, che hai dovuto guadagnarti il tuo spazio,

gridare forte per farti sentire.

Tu, che quando non hai attenzione, ti metti in un angolo imbronciata

e dici che hai la fronte calda

e che hai bisogno di essere curata.

 

E vorrei moltiplicarmi, a volte, per dare spazio a ciascuna di voi.

Alle richieste sempre diverse,

alle vostre opposte inclinazioni.

Perché entrambe, lo so, cercate la differenza,

quello che vi fa uniche ai miei occhi.

 

E tu che sei la più piccolina,

mi dici di essere grande

e preferisci sempre quello che a tua sorella non piace.

Non sai quanto ti amo,

mentre lotti per starmi vicina.

 

Oggi, in queste ore che passiamo insieme, da sole,

te lo voglio dire,

perdendomi nei tuoi grandi occhi scuri,

che sono luce e di meraviglia.

Nelle tue mani,

che raccolgono sassi e fiori

Nelle tue guance arrossate,

di quando corri senza prendere fiato.

Nella tua voce che per me è casa.

Nelle tue carezze posate, che mi lasciano senza fiato.

Nel tuo sorriso

Che è il mio buongiorno

E tu il mio dono inaspettato.

 

Dirti che ti voglio bene piccola, senza misura

e senza paragoni

Di un bene abbastanza grande

per abbracciarvi insieme.

 

 


 

 

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Autrice del libro "Vento fresco" e mamma di due bambine
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