il mare dove non si tocca: un libro da leggere e da raccontare

Sto leggendo “Il mare dove non si tocca” di Fabio Genovesi.

Il primo libro che, contemporaneamente, sto leggendo e raccontando.

Si perché, ogni tanto, le mie bimbe mi chiedono di sentire un po’ di questa storia:

di quello che succede dopo che Fabio ha conosciuto la bambina coccinella,

che guai combina ancora lo zio Aldo, come va a finire la gara dei presepi…

Questo libro stupendo le ha catturate, già alla lettura del titolo,

anche se non è proprio per bambini e sebbene Anna abbia solo tre anni e Maria sei.

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NOTTE DI FEBBRE

Notte di febbre.
Di fronti calde da controllare.
Di occhi appesantiti e stanchi
Di brividi e sudore.

Notte di abbracci infiniti
Di coperte sotto cui scaldarsi insieme.

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ribelli

Bimbi irrequieti e ribelli. Forse hanno solo bisogno di coccole.

ribelli

Li sgridiamo perché non ubbidiscono.

E  loro ci lanciano uno sguardo provocatorio o ci ignorano del tutto.

Sono iperattivi, se ne inventano una nuova quando meno ce l’aspettiamo,

aggiungendo capriccio a capriccio.

 

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pronti per la scuola. e che non sia solo l’inizio di una serie di doveri.

Manca meno di un mese all’inizio della scuola.

Quanta emozione.

La mia piccolina andrà per la prima volta all’asilo, la più grande inizierà le elementari.

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È questa la gioia

È questa la gioia.

Quest’odore di terra bagnata, di salsedine, che annuso sul vostro collo.

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Ci rimangono nel cuore anche i figli mai nati.

 

 

Ci rimangono nel cuore anche i figli mai nati.

Quei piccoli semi che non hanno avuto la forza di attaccarsi a noi.

Bozzoli di vita, appesi a un sorriso.

 

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Ti auguro quello che sei

Ti auguro di trovare una strada
che abbia la luce limpida dei tuoi occhi,
il tracciato chiaro e scaltro dei battiti delle tue ciglia.

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Concediamogli, ogni giorno, la loro favola, a noi e a loro.

 

“Mamma, mi racconti una storia?”

Ci cercano i bambini. Chiedono attenzione. E questa è la domanda che pongono più di frequente.

Vogliono favole, racconti.

E vogliono che siamo noi genitori a raccontare.

Niente cattura di più la loro attenzione.

 

Perché lì, nel nostro narrare, ci incontriamo.

Incrociamo l’attenzione, l’esserci, il fare ed il pensare, insieme.

Loro ascoltano e chiedono e si emozionano.

E in quei momenti siamo tutti per loro e loro tutti per noi.

 

Quante cose gli insegniamo con il narrare.

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“Il vecchio e il mare”, un libro da regalare ai ragazzi adolescenti, che insegna a non perdersi, mai.

Se c’è un romanzo che mi è rimasto nel cuore è “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway.

Ho ripreso a leggerlo dopo circa vent’anni. Ed è stato come ritrovare un vecchio amico, un persona cara.

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I figli, che ci insegnano a riscoprire le nostre passioni e a condividerle con loro

I figli, che ci insegnano a riscoprire le nostre passioni e a condividerle con loro

Stamattina mia figlia si è svegliata presto, dopo due giorni di febbre che l’hanno tenuta bloccata a letto.

Non ha fatto colazione, si è seduta a tavola, ha preso un foglio e si è messa a disegnare. Aveva iniziato, la sera prima, un ritratto della protagonista di “Oceania”, Vaiana, ma era troppo stanca e debole per terminarlo.

E ora di buon mattino lei, come prima cosa, disegna.

Rilassata, concentrata, come se non aspettasse altro che finire questo disegno.

Non si accorge nemmeno che la sto osservando, è troppo presa.

Le piace disegnare, più di ogni cosa.

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