Lasciare un’impronta buona

 

 

 

Ieri pomeriggio ho fatto una passeggiata con le mie bimbe,

in una giornata che sembrava primaverile.

Abbiamo camminato, raccolto fiori e sassi

e bastoncini di legno da portare alla nonna per accendere il fuoco.

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Dove va il dolore

 

 

In questi giorni difficili per me,

penso spesso a dove va a finire il dolore.

 

Tutte le parole che ci hanno ferito,

la delusione, gli sguardi che ci hanno escluso.

L’impotenza che abbiamo provato

quando la vita ha svoltato all’improvviso.

Gli errori e le fragilità che non ci hanno fatto tornare indietro.

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Quella normalità preziosa

E poi incontri quelle persone.

Quelle mamme come te, ma che si sono fermate.

Che di fronte alla malattia del proprio figlio,

hanno visto cambiare, all’improvviso, tutta la vita.

 

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A voi donne. Se sono i figli a non potersi salvare.

illustrazione di Felicia Lione

Vorrei dire a voi donne.

A voi che accettate tutto. Che ci passate sopra.

Sopportate le umiliazioni, le grida, gli scatti d’ira.

La violenza fisica e verbale.

A voi che vi siete abituate a certi gesti e a certe parole.

Come a un pane quotidiano.

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Incontro tra cuccioli

Quando ancora non avevo figli, avevo l’abitudine di fare una passeggiata ogni giorno,

dopo pranzo, insieme a mio marito.

E ogni giorno, alla stessa ora, davanti al portone, ci aspettava Raggio,

un cagnolino simpatico e girovago, sempre a spasso per il paese.

Piccolo e bellissimo, con il pelo corto bianco.

Aveva preso l’abitudine di accompagnarci e noi quella di vederlo scodinzolare davanti a noi,

fare strada, tenere il passo, correre lontano e venirci di nuovo incontro.

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il peso delle parole

 

Oggi ho assistito a una scena che mi ha lasciato sconvolta.

Per la violenza delle parole.

Parole usate con una bambina di al massimo quattro, cinque anni.

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Gli insegnanti migliori, quelli che con la passione, aprono la mente ed il cuore.

I bambini. Che crescono, cercano strade.

Se tornassi indietro, farei l’insegnante.

È un ruolo privilegiato, con un grande potere.

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Ho smesso di fumare per lo stesso motivo per cui ho iniziato

Quando ho cominciato a fumare ero un’adolescente.

Un’amica stava fumando una sigaretta nel bagno della scuola e me l’aveva fatta provare.

L’avevo osservata tirare il fumo con fare da adulta e dire

<Però, come ci si rilassa quando si fuma una sigaretta!>.

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c’è sempre un buon motivo per cominciare a correre

Dello sport adoro la stanchezza.

Quello stato di calma assoluta

che ti cala addosso,

quando il respiro e i muscoli sono allo stremo.

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un anno di blog

È passato un anno.

Ho iniziato a scrivere sul mio sito, come per una necessità.

Di tirare fuori.

Metabolizzare fatti ed emozioni.

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