A mio padre

So che stai camminando in un bosco di cerri e ontani, ora.

Anche se piove, da giorni, senza tregua.

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Amo le vostre mani

Amo le vostre mani

perché sono la misura del mondo

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Lasciare un’impronta buona

 

 

 

Ieri pomeriggio ho fatto una passeggiata con le mie bimbe,

in una giornata che sembrava primaverile.

Abbiamo camminato, raccolto fiori e sassi

e bastoncini di legno da portare alla nonna per accendere il fuoco.

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Dove va il dolore

 

 

In questi giorni difficili per me,

penso spesso a dove va a finire il dolore.

 

Tutte le parole che ci hanno ferito,

la delusione, gli sguardi che ci hanno escluso.

L’impotenza che abbiamo provato

quando la vita ha svoltato all’improvviso.

Gli errori e le fragilità che non ci hanno fatto tornare indietro.

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Quella normalità preziosa

E poi incontri quelle persone.

Quelle mamme come te, ma che si sono fermate.

Che di fronte alla malattia del proprio figlio,

hanno visto cambiare, all’improvviso, tutta la vita.

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I giochi più belli, quelli semplici ed economici

Durante le festività natalizie, le mie bimbe sono state sommerse di regali.

Dai nonni, dagli zii, dai cuginetti, da Babbo Natale, dalla Befana…

Una montagna.

E ora aspettano già la Pasqua!

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A voi donne. Se sono i figli a non potersi salvare.

illustrazione di Felicia Lione

Vorrei dire a voi donne.

A voi che accettate tutto. Che ci passate sopra.

Sopportate le umiliazioni, le grida, gli scatti d’ira.

La violenza fisica e verbale.

A voi che vi siete abituate a certi gesti e a certe parole.

Come a un pane quotidiano.

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Incontro tra cuccioli

Quando ancora non avevo figli, avevo l’abitudine di fare una passeggiata ogni giorno,

dopo pranzo, insieme a mio marito.

E ogni giorno, alla stessa ora, davanti al portone, ci aspettava Raggio,

un cagnolino simpatico e girovago, sempre a spasso per il paese.

Piccolo e bellissimo, con il pelo corto bianco.

Aveva preso l’abitudine di accompagnarci e noi quella di vederlo scodinzolare davanti a noi,

fare strada, tenere il passo, correre lontano e venirci di nuovo incontro.

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il peso delle parole

 

Oggi ho assistito a una scena che mi ha lasciato sconvolta.

Per la violenza delle parole.

Parole usate con una bambina di al massimo quattro, cinque anni.

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Gli insegnanti migliori, quelli che con la passione, aprono la mente ed il cuore.

I bambini. Che crescono, cercano strade.

Se tornassi indietro, farei l’insegnante.

È un ruolo privilegiato, con un grande potere.

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