Dove va il dolore

 

 

In questi giorni difficili per me,

penso spesso a dove va a finire il dolore.

 

Tutte le parole che ci hanno ferito,

la delusione, gli sguardi che ci hanno escluso.

L’impotenza che abbiamo provato

quando la vita ha svoltato all’improvviso.

Gli errori e le fragilità che non ci hanno fatto tornare indietro.

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Quella normalità preziosa

E poi incontri quelle persone.

Quelle mamme come te, ma che si sono fermate.

Che di fronte alla malattia del proprio figlio,

hanno visto cambiare, all’improvviso, tutta la vita.

 

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I giochi più belli, quelli semplici ed economici

Durante le festività natalizie, le mie bimbe sono state sommerse di regali.

Dai nonni, dagli zii, dai cuginetti, da Babbo Natale, dalla Befana…

Una montagna.

E ora aspettano già la Pasqua!

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A voi donne. Se sono i figli a non potersi salvare.

illustrazione di Felicia Lione

Vorrei dire a voi donne.

A voi che accettate tutto. Che ci passate sopra.

Sopportate le umiliazioni, le grida, gli scatti d’ira.

La violenza fisica e verbale.

A voi che vi siete abituate a certi gesti e a certe parole.

Come a un pane quotidiano.

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Incontro tra cuccioli

Quando ancora non avevo figli, avevo l’abitudine di fare una passeggiata ogni giorno,

dopo pranzo, insieme a mio marito.

E ogni giorno, alla stessa ora, davanti al portone, ci aspettava Raggio,

un cagnolino simpatico e girovago, sempre a spasso per il paese.

Piccolo e bellissimo, con il pelo corto bianco.

Aveva preso l’abitudine di accompagnarci e noi quella di vederlo scodinzolare davanti a noi,

fare strada, tenere il passo, correre lontano e venirci di nuovo incontro.

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il peso delle parole

 

Oggi ho assistito a una scena che mi ha lasciato sconvolta.

Per la violenza delle parole.

Parole usate con una bambina di al massimo quattro, cinque anni.

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Gli insegnanti migliori, quelli che con la passione, aprono la mente ed il cuore.

I bambini. Che crescono, cercano strade.

Se tornassi indietro, farei l’insegnante.

È un ruolo privilegiato, con un grande potere.

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Ho smesso di fumare per lo stesso motivo per cui ho iniziato

Quando ho cominciato a fumare ero un’adolescente.

Un’amica stava fumando una sigaretta nel bagno della scuola e me l’aveva fatta provare.

L’avevo osservata tirare il fumo con fare da adulta e dire

<Però, come ci si rilassa quando si fuma una sigaretta!>.

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c’è sempre un buon motivo per cominciare a correre

Dello sport adoro la stanchezza.

Quello stato di calma assoluta

che ti cala addosso,

quando il respiro e i muscoli sono allo stremo.

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un anno di blog

È passato un anno.

Ho iniziato a scrivere sul mio sito, come per una necessità.

Di tirare fuori.

Metabolizzare fatti ed emozioni.

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