Ci rimangono nel cuore anche i figli mai nati.

 

 

Ci rimangono nel cuore anche i figli mai nati.

Quei piccoli semi che non hanno avuto la forza di attaccarsi a noi.

Bozzoli di vita, appesi a un sorriso.

 

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Disconnettersi dai figli

Quanto è difficile disconnettersi dai figli.

Farlo per poter lavorare, dedicare tempo a noi.

Noi mamme siamo così, programmate per pensare a loro.

Con la loro nascita il nostro tempo cambia,

è scandito solo dai loro bisogni, dalla ricerca di attenzioni,

dai loro mutamenti e dagli imprevisti.

Non c’è scaletta da seguire, non esistono più eventi programmati.

Tutto segue un ritmo naturale, eppure così difficile da tenere,

quando è necessario conciliarlo con altro, soprattutto con il lavoro.

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Ti auguro quello che sei

Ti auguro di trovare una strada
che abbia la luce limpida dei tuoi occhi,
il tracciato chiaro e scaltro dei battiti delle tue ciglia.

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Concediamogli, ogni giorno, la loro favola, a noi e a loro.

 

“Mamma, mi racconti una storia?”

Ci cercano i bambini. Chiedono attenzione. E questa è la domanda che pongono più di frequente.

Vogliono favole, racconti.

E vogliono che siamo noi genitori a raccontare.

Niente cattura di più la loro attenzione.

 

Perché lì, nel nostro narrare, ci incontriamo.

Incrociamo l’attenzione, l’esserci, il fare ed il pensare, insieme.

Loro ascoltano e chiedono e si emozionano.

E in quei momenti siamo tutti per loro e loro tutti per noi.

 

Quante cose gli insegniamo con il narrare.

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“Il vecchio e il mare”, un libro da regalare ai ragazzi adolescenti, che insegna a non perdersi, mai.

Se c’è un romanzo che mi è rimasto nel cuore è “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway.

Ho ripreso a leggerlo dopo circa vent’anni. Ed è stato come ritrovare un vecchio amico, un persona cara.

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Il “tempo sacro” della maternità

Bisognerebbe ricordare alle mamme, che meritano tutto il tempo che occorre,

per vivere la maternità pienamente.

 

Perché un bambino ha bisogno soprattutto di presenza.

 

Bisognerebbe ricordare che esiste un “tempo sacro”,

quello della maternità.

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Gravidanza, parto e allattamento. Diventare più sicure affidandosi alla natura.

Durante la gravidanza e immediatamente dopo il parto le mamme sono bombardate da una serie di consigli che arrivano da ogni dove.

Ci siamo passate tutte.

Quello che fa le differenza è come ci trova quella marea di suggerimenti, raccomandazioni, qualche volta rimproveri.

Tutto avviene nel periodo in cui una donna è più fragile, insicura, vulnerabile. Quando andiamo incontro ad un’esperienza difficile da immaginare, il parto e immediatamente dopo, quando ci troviamo di fronte un piccolo che dipende da noi, dalle nostre premure ed ogni suo pianto è un segnale di allarme, pronto a riaccendere le nostre ansie, la paura di non fare la cosa giusta.

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Non si dimenticano questi momenti

Ci sono attimi di felicità che rimangono cristallizzati per sempre.

Stringere un bambino, custodirne il sonno ed il respiro tra le braccia, è uno di questi momenti.

Uno spazio di quiete, che ti separa dal mondo intero

e nello stesso tempo te ne fa sentire parte integrante.

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La vita corre veloce. Soprattutto quando ci sono i figli.

La vita corre veloce. Soprattutto quando ci sono i figli.

Segue il ritmo della loro crescita

che avviene sotto i nostri occhi senza che ce ne accorgiamo.

Ci sorprendiamo quando non entrano più nei vestiti

o la loro testa supera il livello del tavolo contro cui urtavano poco tempo prima.

Li ascoltiamo parlare,

il loro vocabolario si fa sempre più ricco

e le loro frasi ci lasciano spesso basiti per la complessità di alcuni pensieri,

o per un’associazione che neanche noi coglievamo.

 

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