Non si dimenticano questi momenti

Ci sono attimi di felicità che rimangono cristallizzati per sempre.

Stringere un bambino, custodirne il sonno ed il respiro tra le braccia, è uno di questi momenti.

 

Uno spazio di quiete, che ti separa dal mondo intero

e nello stesso tempo te ne fa sentire parte integrante.

La sensazione di pienezza, di totalità,

perché avverti che in quell’istante non hai necessità di nulla

se non di quello che hai già.

La consapevolezza della felicità che è lì, tra le tue mani,

si può toccare, vedere, stringere e respirare.

 

È un momento di rivalsa nei confronti di ogni dolore.

Perché una vita accolta, restituisce, cancella, rinnova.

 

Emozioni uniche e condivise,

perché sai che ti rimarranno dentro ma entreranno a far parte anche del tuo bambino, attingendo all’uno e all’altro per non svanire mai.

Perché senti che in quegli attimi stai già costruendo qualcosa con lui.

Substrati.

Sensazioni che daranno linfa alla mente e al corpo in modo nuovo.

 

Non si dimenticano questi momenti.

Tracciano una mappa di odori e sensazioni, di voci.

Creano il filtro attraverso il quale un bimbo guarderà al mondo

e aggiungono al nostro nuovi colori.

 

È in questi attimi che plasmiamo il ricordo e l’appartenenza,

relazioni profonde che non si possono ridurre ad un legame di sangue,

ma che nascono dalla cura,

dalle lacrime asciugate,

dalle mani che accarezzano i sorrisi,

da un abbraccio che offre asilo a tutte le emozioni,

le tiene dentro di sé

e si sforza di restituirle depurate dalla paura, dall’angoscia o dal dolore.

 

 


 

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