Concediamogli, ogni giorno, la loro favola, a noi e a loro.

 

“Mamma, mi racconti una storia?”

Ci cercano i bambini. Chiedono attenzione. E questa è la domanda che pongono più di frequente.

Vogliono favole, racconti.

E vogliono che siamo noi genitori a raccontare.

Niente cattura di più la loro attenzione.

 

Perché lì, nel nostro narrare, ci incontriamo.

Incrociamo l’attenzione, l’esserci, il fare ed il pensare, insieme.

Loro ascoltano e chiedono e si emozionano.

E in quei momenti siamo tutti per loro e loro tutti per noi.

 

Quante cose gli insegniamo con il narrare.

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10 BREVI CONSIGLI PREZIOSI PER LE MAMME IN ATTESA

Ho cercato di raccogliere in questa breve lista i consigli che mi sento di dare alle mamme in attesa,

come lo farebbe un’amica. Guardando alla natura, la migliore maestra.

 

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“Il vecchio e il mare”, un libro da regalare ai ragazzi adolescenti, che insegna a non perdersi, mai.

Se c’è un romanzo che mi è rimasto nel cuore è “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway.

Ho ripreso a leggerlo dopo circa vent’anni. Ed è stato come ritrovare un vecchio amico, un persona cara.

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un buon genitore non si giudica dall’età

Si chiamava Anna ed era una vecchia.

Ebbe una figlia quando ormai non ci sperava più e le diede il nome di Maria.

La stessa a cui in tanti rivolgono le proprie preghiere.

Nessun tribunale le tolse la figlia, perché giudicata troppo anziana, incapace di assolvere il suo ruolo di genitore.

Anzi, quel diventare madre, è stata considerata una grazia, un dono.

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sarebbe bello poter ricominciare

Ricominciare. Daccapo. Senza pesi sul cuore, sensi di colpa.

Solo con la voglia di prendere strade nuove.

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Quella cicatrice sul cuore

È un piccolo sasso a forma di cuore.

Con un segno evidente su un lato.

 

L’ha trovato sulla spiaggia mia figlia Maria.

Questo è il tuo cuore, ha detto ieri alla nonna appena tornata dall’ospedale, dopo un infarto.

E questa  è la cicatrice che ti sei fatta, nonna.

Ma il cuore è ancora intero vero?.

 

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Il “tempo sacro” della maternità

Bisognerebbe ricordare alle mamme, che meritano tutto il tempo che occorre,

per vivere la maternità pienamente.

 

Perché un bambino ha bisogno soprattutto di presenza.

 

Bisognerebbe ricordare che esiste un “tempo sacro”,

quello della maternità.

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Gravidanza, parto e allattamento. Diventare più sicure affidandosi alla natura.

Durante la gravidanza e immediatamente dopo il parto le mamme sono bombardate da una serie di consigli che arrivano da ogni dove.

Ci siamo passate tutte.

Quello che fa le differenza è come ci trova quella marea di suggerimenti, raccomandazioni, qualche volta rimproveri.

 

Tutto avviene nel periodo in cui una donna è più fragile, insicura, vulnerabile. Quando andiamo incontro ad un’esperienza difficile da immaginare, il parto e immediatamente dopo, quando ci troviamo di fronte un piccolo che dipende da noi, dalle nostre premure ed ogni suo pianto è un segnale di allarme, pronto a riaccendere le nostre ansie, la paura di non fare la cosa giusta.

 

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Non si dimenticano questi momenti

Ci sono attimi di felicità che rimangono cristallizzati per sempre.

Stringere un bambino, custodirne il sonno ed il respiro tra le braccia, è uno di questi momenti.

 

Uno spazio di quiete, che ti separa dal mondo intero

e nello stesso tempo te ne fa sentire parte integrante.

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La vita corre veloce. Soprattutto quando ci sono i figli.

La vita corre veloce. Soprattutto quando ci sono i figli.

Segue il ritmo della loro crescita che avviene sotto i nostri occhi senza che ce ne accorgiamo.

Ci sorprendiamo quando non entrano più nei vestiti o la loro testa supera il livello del tavolo contro cui urtavano poco tempo prima.

Li ascoltiamo parlare, il loro vocabolario si fa sempre più ricco e le loro frasi ci lasciano spesso basiti per la complessità di alcuni pensieri, o per un’associazione che neanche noi coglievamo.

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